Ristorante “Dietro Casa”

Ascolto consigliato: Colder – To the Music

 

getlstd-property-photoDietro Casa è uno di quei ristoranti in cui ti senti davvero a tuo agio, gestione casalinga, il cuoco è anche il padre di famiglia che da sempre cucina per passione ed ora lo fa anche di professione.
Il menù è composto da piatti della tradizione veneta ma non solo, riserva interessanti sorprese.
Riguardo al vino ci siamo fidati del gestore che ci ha proposto il vino della casa, un bianco frizzante alla spina, fresco e beverino, con note minerali, ed un merlot sempre della casa, morbido ed abbastanza caldo, con dei tannini controllati.

IMG_3405Come mio solito inizio il pasto con una insalata mista, qui la fanno di giuste proporzioni e con verdure fresche e tagliate in modo da rendere ogni boccone un mix di sensazioni, tra la freschezza amara del radicchio, la croccantezza della carota e la dolcezza col tocco acidulo del pomodoro.

Un ottimo modo per preparare la digestione e l’intestino ai piatti che arriveranno dopo.

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Come primo piatto abbiamo dei bigoli fatti in casa, molto sodi e ben cotti, con un sugo di acciughe e pomodorini pachino, abbinamento ben riuscito soprattutto perché le acciughe non hanno reso il piatto troppo salato, saporito si, ma non eccessivamente, l’acidulo del pomodoro dava freschezza al piatto e le dosi erano sufficientemente generose. Voto positivo per questo piatto, semplice ma ben fatto.

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Giusto per assaggiare ci è stato portato del pollo fritto, è una delle specialità della casa, devo ammettere che è veramente buonissimo, un quarto di pollo che viene privato di pelle e di osso prima della frittura, in modo che si possa mangiare senza preoccuparsi di eventuali ossa residue.
La frittura era perfetta, leggera ma uniforme e bella croccante, la spruzzatina di limone su questo piatto è d’obbligo.

IMG_3408Il mio secondo era invece un filetto al pepe verde, preparato con troppa panna e molto pepe (l’aroma era giusto, solo molti grani nel condimento) ma ugualmente ben cotto e di qualità, si scioglieva in bocca, cotto al punto giusto, servito assieme ad un trifolato di funghi freschi e degli spinaci saltati al burro, ben conditi ma non troppo pesanti da digerire. Ho apprezzato molto.

Niente dolce per noi che dopo pranzo abbiamo avuto il souncheck presto al circolo Mame coi prodi Gazebo Penguins, per recuperare una data che durante l’estate è saltata ben due volte causa maltempo.

IMG_3409Quindi passiamo al caffè doppio servito in tazza grande (gialla appositamente per me, grazie) ed una grappa Prime Uve abbastanza morbida ma gradevole a fine pasto.
Insomma, un giudizio positivo a questo ristorante che ogni volta (ebbene sì, non era la prima che ci andavo) si conferma un posto in cui si mangia bene ad un prezzo giusto. 30-35 euro cad.

 
Via Cappello 92/r35027 Noventa PadovanaItalia

Agriturismo “Battibue”

Ascolto consigliato: Gill Scott heron – Song of the wind

 

IMG_3415A pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada A1 Fiorenzuola, troviamo questo agriturismo consigliato dalla guida Slowfood, ovviamente coi miei prodi compagni di concerti Gazebo Penguins decidiamo di seguire il consiglio. Il posto è immerso nel verde, ha un bel giardino con giochi per bambini ed un campo da calcio completo di palloni, la struttura è ristrutturata da poco, un lavoro ben fatto, in stile moderno preservando i tratti caratteristici della campagna Piacentina.

bottiglie nuovoPartiamo dai vini, un classico Ortrugo, bianco frizzante e fresco, che ben si sposa con gli antipasti, abbastanza grassi, poi essendo in zona, si passa al Gutturnio, un vino a me poco gradito, il cameriere invece di portarci al carta dei vini lancia la sfida e ci porta un Gutturnio che avremmo apprezzato, sfida persa, era qualitativamente ben fatto, ma l’acidità del Barbera e la lieve bollicina del Bonarda non riescono comunque a conquistarmi, poi passiamo ad un gutturnio superiore fermo, passato in botte, con un molto residuo, non eccezionale ma interessante come variante, sarebbe stato bello degustarlo insieme ai secondi, ma ci arriveremo dopo.

IMG_3410Il menù è fisso (non segnalato sulla guida slow food) quindi ci iniziano a portare gli antipasti, composti da varie salse giardiniere, alcune più dolci e delicate (cipolla bianca e zucchine) altre piccanti (peperoni rossi) alcune tradizionali e semplici, molto buone e ben fatte. Un tortino di uova e zucchine ed un peperone arancione gratinato, con forse qualche acciuga di troppo nel ripieno, ma un ottimo antipasto.

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Dopo le salse arrivano i Chisolini (gnocchini fritti) cotti perfettamente, ben croccanti e saporiti ma non unti, riguardo i salumi, beh, di primo livello, coppa e salame erano veramente eccezionali, la culaccia tagliata al giusto spessore con un grasso ben stagionato e saporito. Il gorgonzola non era troppo piccante ma abbastanza cremoso, un ottimo ripieno per i Chisolini, prodotto tipico della zona.

IMG_3404I primi piatti erano dei “Tortei verdi”, fatti con pasta sfoglia molto sottile e dal sapore leggero (scusate ma le mie origini Reggiane mi han fatto notare il dettaglio) ripieni di erbe verdi con un poco di formaggio fresco, molto leggeri e delicati, conditi con solo burro, salvia ed una spolverata di grana padano, la porzione era giusta ma visto la delicatezza del sapore non troppo soddisfacente. Non dobbiamo dimenticarci però che sono prodotti tipici della zona.

IMG_3400A seguire un risotto alla crema di peperoni, servito molto liquido, quasi da mangiarlo col cucchiaio. Tirarlo di piu sarebbe stato opportuno, magari con una mantecatura, dato che il sapore era talmente delicato da perdere il sapore di peperone, che invece solitamente spicca in mezzo agli altri ingredienti. Diciamo che i primi non sono stati soddisfacenti.

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Il secondo sarebbe dovuto essere una grigliata di coppa e puntine di suino con patate arrosto, purtroppo per problemi in cucina l’attesa sarebbe stata di oltre mezzora e noi eravamo stretti coi tempi per raggiungere la venue del prossimo concerto; quindi passando ai dolci, una torta sbrisolona con le mandorle tritate e forse del burro, dal sapore non si riusciva a distinguere quale grasso fosse stato utilizzato per impastare il tutto, molto friabile ma non croccante.

Oltre alla torta c’era del gelato al fiordilatte fresco, molto buono. Peccato per il servizio nelle coppette di cartone per alimenti con cucchiaino di plastica stile gelateria.

IMG_3402Caffè discreto e grappa Sarpa di Poli, sempre un buon compromesso. Prezzo medio 25 euro cad. per un posto che utilizza prevalentemente prodotti a km zero (ottima cosa) trascurando un po’ la qualità del servizio ai tavoli.

Via battibue 278 Fiorenzuola d’Arda Piacenza – Telefono: 0523-942314

http://www.battibue.it/default.asp