Taverna Kus – San Zeno di Montagna (VR)

Ascolto consigliato: Tycho – Horizon

 

Sul versante Est del lago di Garda, nella parte Veronese per intenderci, si trova questo incredibile ristorante,  in un antico casale restaurato con cura ed arredato con molto gusto, che propone piatti eleganti e ricercati, non dimenticandosi del territorio di origine. Uno dei pezzi forti del ristorante è la cantina, ricreata in una vecchia “giasàra”, cioè un deposito interrato nel quale, sino a poco più di mezzo secolo fa, si conservavano neve e ghiaccio fino all’estate. Per restare in zona ho optato per un Trento DOC Revì millesimo 2011 dosaggio Zero, ottimo prodotto, molto minerale.

Come antipasto mi servono questo Macaron con battuta di manzo Garronese e salsa alle fragole, un abbinamento insolito, un antipasto tendente al dolce, con un contrasto acido nella salsa, la croccantezza del Macaron, la freschezza della carne, creavano un equilibrio delicato ma interessante, veramente una proposta innovativa.

A seguire un primo, Spaghettoni di grano Arso con Salmerino profumato al Cardamomo, petali di pomodoro confit e zeste di limone del Garda. Un nome articolato per un piatto che rappresenta in pieno quello che ti aspetti, la rugosità del grano arso, il sapore delicato del pesce unito alla cremosità donata al piatto dagli amidi, la nota dolce del pomodoro cotto al forno, ma soprattutto la freschissima nota di agrumi della scorza di limone, una ottima realizzazione.

Per non farsi mancare nulla, assaggiamo anche un altro primo, un Canederlo ai funghi su coulis di porri con fonduta al Monte Veronese DOP. Una esplosione di sapori, la sapidità del monte veronese, la delicatezza dei porri, in crema sotto e riproposti croccanti come guarnizione, il sapore profondo dei funghi, un ottima idea giocare così sui prodotti locali, proponendoli però in modo semplice, giocando più sull’abbinamento che sulla elaborazione. Da buon Emiliano ho apprezzato la chips di Parmigiano Reggiano adagiata in cima alla composizione, per completare l’estensione verticale del piatto.

Saltando il secondo che quel giorno non ero in vena, ho preso un “dolce”, non molto dolce ma indubbiamente fresco ed interessante, una Crema leggera al limone verde, cremoso al rafano e gel di the verde Matcha. Che dire, una vera esplosione di sapori e sensazioni, fresco, piccante, aspro, accompagnato dalla componente del croccante e del cioccolato usato come guarnizione, anche qui una bella scoperta, complimenti allo Chef Giancarlo ed a tutto lo staff per l’eccellente lavoro che svolgono quotidianamente.

Locale Pulito ed accogliente, se passate in zona fermatevi, ne vale la pena.

spesa media 50-60 euro a testa.

Taverna Kus
Località Castello, 14 – 37010
San Zeno di Montagna – Verona

tel: + 39 045 7285667
email: tavernakus@libero.it

Grano Di Pepe – Ravarino (MO)

Ascolto Consigliato: Roy Ayers – Funk Int The Hole

 

Eccoci arrivati in questo intimo ma molto moderno ristorante della provincia di Modena, siamo a Ravarino, frazione di Bomporto, l’atmosfera è subito perfetta, luci soffuse ma tavoli ben illuminati, per poter apprezzare la composizione ed i colori dei piatti proposti, la musica in sottofondo è leggera, gradevole. Opto per il menu degustazione, lasciando modo allo chef Rino Duca di esprimersi come meglio crede, ed il risultato è notevole.

IMG_5618Inizio: abbiamo una tartara di scampi con pepe Timut, piccola catalana di verdure ed estrazione di scampi. Un capolavoro. Scampi crudi ma trattati in modo da perdere appena la consistenza degli scampi crudi ma mantenere sapore e freschezza, la catalana dona quel pizzico di croccantezza e l’aromaticità della estrazione degli scampi unita al pepe da una ferrata energica al tutto.

IMG_5619Dopo arriva “Cronache di una Estate” piatto dedicato a Rocco Chinnici, un cono di carta di riso (edibile), stampato col nero di seppia che riporta la prima pagina di un quotidiano locale il giorno seguente al fatto, dopo questa presentazione arrivano avvolti all’interno, la sarda, la seppia, il gambero al barbecue, la menta, le verdure croccanti, il nero e il fegato di seppia.

IMG_5622Il prossimo è un vero assaggio di Mare, con la M maiuscola, filetto di triglia servita su un crostino di pane tostato, un velo di maionese delicata aromatizzata all’aglio il tutto completato in tavola con un brodo di pesce alla Corsa, sapore intenso all’inizio ma che diventa sempre più gustoso, uno dei piatti da più riusciti della serata senza dubbio.

IMG_5624A pari merito ecco lo Spaghetto al ragù di nero di seppia con essenza di mandarino, un ragù nel vero senso della parola, al punto da ricordare un ragù emiliano ma con i sapori del mare però totalmente nero, contrastati dall’agrumato del mandarino, un abbinamento semplice ma perfetto. Perfetta la cottura dello spaghetto.

IMG_5625Ed ecco uno dei piatti di cui più mi hanno parlato, il Tonno al ricordo di Palermo, un semplice filetto di tonno profumato ed appena scottato, che viene perfezionato da una insalatina con arance e finocchi, per dare freschezza, croccantezza e succosità al piatto. Veramente ben riuscito nel suo minimalismo.

IMG_5629In fondo a tutto il dolce, un bellissimo cannolo siciliano, croccante ma leggero ripieno di ricotta fresca, granella di pistacchio, accompagnato da un sorbetto di pesca con una spolverata di cappero in polvere. Anche qui le emozioni si scontrano, nel decidere quale possa essere il piatto che più mi ha coinvolto.

IMG_5631Per finire il caffè, servito in tazzine colorate, temperatura buona ma miscela leggermente migliorabile. Ci tengo a precisare che nel menu degustazione ci sono stati altri piatti, ho scelto di presentare solo quelli che mi hanno coinvolto maggiormente. Ottima carta dei vini. Un ringraziamento speciale a Pietro, il Maitre, cordiale, professionale e molto disponibile.

Fortemente consigliato. Spesa a testa 90 euro.

 

Il Grano di Pepe

via Roma 178/A 41017 Ravarino (MO)
Phone 059 905529
Mobile 391 3172377

info@ilgranodipepe.itloghetto firma

 

 

Brasserie “Franceschetta 58”

Ascolto consigliato: Hauschka – Radar

 

 ghj-1Arrivati a Modena, patria della buona cucina emiliana (insieme a Parma), andiamo a provare un ristorante piccolo ma di altissimo livello. Appena entrati ci accoglie la direttrice di sala, molto cordiale e gentile, ci fa accomodare in un tavolino su cui come ornamento c’è una piantina di peperoncini gialli, che bene si intonano all’ambiente di colore neutro, arredato solamente con complementi di cucina, in modo veramente elegante e minimale.

IMG_3511Il vino che scelgo è un Lambrusco di Sorbara delle Cantine della Volta, Rimosso, in quanto è un vino rifermentato in bottiglia, che presenta un colore rosa cerasuolo intenso, molto profumato con una bollicina elegante, era da tanto che volevo provarlo, la sorte mi ha favorito.

IMG_3510Come primo piatto ho scelto una crema di zucca con briciole di cotechino croccante e crumble di sbrisolona, incredibile, l’abbinamento cotechino croccante (nonostante avesse ancora qualche nota di “maiale”) con il crumble di sbrisolona è eccezionale, abbinato ad una crema di perfetta consistenza e non troppo dolce rende questo piatto veramente interessante ed innovativo, unire il dolce della zucca e della sbrisolona, al salato del cotechino, unitamente al contrasto di consistenze tra crema e croccante, un piatto buonissimo.

IMG_3512Dopo di ciò ho optato per un filetto di baccalà Ghezzi (marchio di qualità) cotto a bassa temperatura su un purè di fave all’EVO accompagnato da un cracker di farro integrale, beh anche qui son rimasto a bocca aperta, il pesce era talmente soffice che si scioglieva, leggermente condito con un trito di erbe aromatiche, abbinato alla cremosità del purè di fave a cui andava aggiunta la rugosità e croccantezza del cracker, una unione sublime per un piatto ben realizzato.

IMG_3513Ora arriva il piatto forte, il Peposo di guancialino di manzo, cotto nel chianti con zucca caramellata e crostino di polenta.
Questo piatto mi ha emozionato, la consistenza della carne con il sapore deciso ma delicato, sembrava quasi che la zucca oltre ad essere a cubetti sopra fosse anche sciolta dentro, dolce, sapido e speziato, cremoso con i crostini di polenta croccanti, la carne che era morbidissima, friabile ma compatta, uno dei migliori piatti che io abbia mai mangiato in vita mia.

IMG_3514Come dolce ho preso un tortino di cioccolato caldo e cuore di nocciola con crema al caffè, anche questo eseguito alla perfezione, croccante fuori e cremoso all’interno, ripieno caldo che fa la goccia non appena lo tagli, con una crema di caffè e nocciole tostate a guarnire il tutto, veramente un ottimo finale, consigliato anche dalla cucina del ristorante.

Per la spesa di 45 euro a persona rimane comunque uno dei miei ristoranti preferiti, regala molte emozioni a cui non è possibile attribuire un prezzo, dico solo che quando sono uscito, ero veramente appagato.

Grazie ragazzi, sono emozioni.

Franceschetta58
via Vignolese, 58
41124 Modena
Tel: 059.3091008
per prenotazioni serali: +39 3667485514

info@franceschetta58.it

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Trattoria “Al Ponte”

Ascolto consigliato: Stanley Turrentine – Look Out

IMG_3455Ultimo pranzo del tour Due chitarre con gli amici Gazebo Penguins, sulla strada da Conegliano a Bologna decidiamo di fermarci in questa osteria Slowfood di cui abbiamo letto grandi cose, sperduta in mezzo alla campagna del polesine, il locale è luminoso ed accogliente, molto silenzioso e con delle linee semplici e pulite.
Il titolare ci accoglie molto calorosamente e ci consiglia in modo molto insistente di provare alcuni piatti, (approccio che si ripeterà sia sui secondi che le grappe), mi trovo in disappunto con questa gestione ma evidentemente per lui è così che funziona.

IMG_3456IMG_3520Ci porta un ottimo prosecco Brut Bottega, con un bel perlage ed un sapore secco ma armonioso, ottimo per accompagnare gli antipasti; poi a seguire ci propone un Cabernet dei colli Euganei, di discreta qualità, che ci accompagnerà con i primi e secondi piatti.

IMG_3498L’antipasto è formato da un assaggio di tre pietanze, un insalatina di carciofi, ben puliti e tagliati finemente, conditi in modo semplice ma di gusto, un assaggio di roastbeef cotto alla perfezione, bello rosa ma non al sangue e tagliato sottile il giusto, dimostrando una morbidezza ottimale, ed un gnocchetto di patata dolce (tipica della zona) con del gorgonzola dolce D.O.P.
IMG_3499Il tutto è stato accompagnato da una tempura di verdure miste, nel cui impasto hanno aggiunto dello zafferano, molto interessante la variante e ben fatta la frittura, leggera e croccante.

IMG_3500Giunti ai primi io ho optato per una zuppa di cipolle, devo dire preparata in modo esemplare, cipolle cotte a lungo per addolcirle senza però perdere la fibra, la parte grassa del brodo era poco invasiva e si armonizzava bene con I crostini di pane posti in superficie, ben cotti, dorati e croccanti, con una spolverata di Parmigiano Reggiano il piatto è diventato perfetto.

IMG_3460Al momento di ordinare I secondi scopriamo che dei tre piatti da noi selezionati, solamente uno era disponibile, quindi ci siamo accontentati tutti di un filetto di manzo cotto al sale, nulla di che, carne non particolarmente saporita e nemmeno tenera, presentava segni di cottura alla piastra, poi cosparso di sale grosso, servita senza la possibilità di aggiungere un filo d’olio, in quanto non era presente in tavola; interessanti i contorni, delle patate precedentemente scottate e poi saltate in padella e delle verdure miste stufate (non di stagione).

IMG_3461Niente dolce per noi ma un caffè con grappa, caffè ben fatto e servitor in tazzina bollente, ma riguardo alla grappa, nonostante avessi espresso preferenza di una marca in particolare, il titolare si è sentito in obbligo di farmi assaggiare ben 3 grappe prima di andare a prendere altre 2 bottiglie in cantina, alla fine son riuscito ad ottenere la grappa che volevo, ma che pesantezza…

Tutto sommato pranzo notevole, ottima qualità, sorvoliamo sul servizio, il tutto per una spesa di circa 30 euro a testa.

Trattoria Al Ponte

Via Bertolda, 27

Bornio di Lusia ROVIGO

Tel: 0425 669890

http://www.trattorialponte.it/

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Ristorante “Dietro Casa”

Ascolto consigliato: Colder – To the Music

 

getlstd-property-photoDietro Casa è uno di quei ristoranti in cui ti senti davvero a tuo agio, gestione casalinga, il cuoco è anche il padre di famiglia che da sempre cucina per passione ed ora lo fa anche di professione.
Il menù è composto da piatti della tradizione veneta ma non solo, riserva interessanti sorprese.
Riguardo al vino ci siamo fidati del gestore che ci ha proposto il vino della casa, un bianco frizzante alla spina, fresco e beverino, con note minerali, ed un merlot sempre della casa, morbido ed abbastanza caldo, con dei tannini controllati.

IMG_3405Come mio solito inizio il pasto con una insalata mista, qui la fanno di giuste proporzioni e con verdure fresche e tagliate in modo da rendere ogni boccone un mix di sensazioni, tra la freschezza amara del radicchio, la croccantezza della carota e la dolcezza col tocco acidulo del pomodoro.

Un ottimo modo per preparare la digestione e l’intestino ai piatti che arriveranno dopo.

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Come primo piatto abbiamo dei bigoli fatti in casa, molto sodi e ben cotti, con un sugo di acciughe e pomodorini pachino, abbinamento ben riuscito soprattutto perché le acciughe non hanno reso il piatto troppo salato, saporito si, ma non eccessivamente, l’acidulo del pomodoro dava freschezza al piatto e le dosi erano sufficientemente generose. Voto positivo per questo piatto, semplice ma ben fatto.

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Giusto per assaggiare ci è stato portato del pollo fritto, è una delle specialità della casa, devo ammettere che è veramente buonissimo, un quarto di pollo che viene privato di pelle e di osso prima della frittura, in modo che si possa mangiare senza preoccuparsi di eventuali ossa residue.
La frittura era perfetta, leggera ma uniforme e bella croccante, la spruzzatina di limone su questo piatto è d’obbligo.

IMG_3408Il mio secondo era invece un filetto al pepe verde, preparato con troppa panna e molto pepe (l’aroma era giusto, solo molti grani nel condimento) ma ugualmente ben cotto e di qualità, si scioglieva in bocca, cotto al punto giusto, servito assieme ad un trifolato di funghi freschi e degli spinaci saltati al burro, ben conditi ma non troppo pesanti da digerire. Ho apprezzato molto.

Niente dolce per noi che dopo pranzo abbiamo avuto il souncheck presto al circolo Mame coi prodi Gazebo Penguins, per recuperare una data che durante l’estate è saltata ben due volte causa maltempo.

IMG_3409Quindi passiamo al caffè doppio servito in tazza grande (gialla appositamente per me, grazie) ed una grappa Prime Uve abbastanza morbida ma gradevole a fine pasto.
Insomma, un giudizio positivo a questo ristorante che ogni volta (ebbene sì, non era la prima che ci andavo) si conferma un posto in cui si mangia bene ad un prezzo giusto. 30-35 euro cad.

 
Via Cappello 92/r35027 Noventa PadovanaItalia

Agriturismo “Battibue”

Ascolto consigliato: Gill Scott heron – Song of the wind

 

IMG_3415A pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada A1 Fiorenzuola, troviamo questo agriturismo consigliato dalla guida Slowfood, ovviamente coi miei prodi compagni di concerti Gazebo Penguins decidiamo di seguire il consiglio. Il posto è immerso nel verde, ha un bel giardino con giochi per bambini ed un campo da calcio completo di palloni, la struttura è ristrutturata da poco, un lavoro ben fatto, in stile moderno preservando i tratti caratteristici della campagna Piacentina.

bottiglie nuovoPartiamo dai vini, un classico Ortrugo, bianco frizzante e fresco, che ben si sposa con gli antipasti, abbastanza grassi, poi essendo in zona, si passa al Gutturnio, un vino a me poco gradito, il cameriere invece di portarci al carta dei vini lancia la sfida e ci porta un Gutturnio che avremmo apprezzato, sfida persa, era qualitativamente ben fatto, ma l’acidità del Barbera e la lieve bollicina del Bonarda non riescono comunque a conquistarmi, poi passiamo ad un gutturnio superiore fermo, passato in botte, con un molto residuo, non eccezionale ma interessante come variante, sarebbe stato bello degustarlo insieme ai secondi, ma ci arriveremo dopo.

IMG_3410Il menù è fisso (non segnalato sulla guida slow food) quindi ci iniziano a portare gli antipasti, composti da varie salse giardiniere, alcune più dolci e delicate (cipolla bianca e zucchine) altre piccanti (peperoni rossi) alcune tradizionali e semplici, molto buone e ben fatte. Un tortino di uova e zucchine ed un peperone arancione gratinato, con forse qualche acciuga di troppo nel ripieno, ma un ottimo antipasto.

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Dopo le salse arrivano i Chisolini (gnocchini fritti) cotti perfettamente, ben croccanti e saporiti ma non unti, riguardo i salumi, beh, di primo livello, coppa e salame erano veramente eccezionali, la culaccia tagliata al giusto spessore con un grasso ben stagionato e saporito. Il gorgonzola non era troppo piccante ma abbastanza cremoso, un ottimo ripieno per i Chisolini, prodotto tipico della zona.

IMG_3404I primi piatti erano dei “Tortei verdi”, fatti con pasta sfoglia molto sottile e dal sapore leggero (scusate ma le mie origini Reggiane mi han fatto notare il dettaglio) ripieni di erbe verdi con un poco di formaggio fresco, molto leggeri e delicati, conditi con solo burro, salvia ed una spolverata di grana padano, la porzione era giusta ma visto la delicatezza del sapore non troppo soddisfacente. Non dobbiamo dimenticarci però che sono prodotti tipici della zona.

IMG_3400A seguire un risotto alla crema di peperoni, servito molto liquido, quasi da mangiarlo col cucchiaio. Tirarlo di piu sarebbe stato opportuno, magari con una mantecatura, dato che il sapore era talmente delicato da perdere il sapore di peperone, che invece solitamente spicca in mezzo agli altri ingredienti. Diciamo che i primi non sono stati soddisfacenti.

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Il secondo sarebbe dovuto essere una grigliata di coppa e puntine di suino con patate arrosto, purtroppo per problemi in cucina l’attesa sarebbe stata di oltre mezzora e noi eravamo stretti coi tempi per raggiungere la venue del prossimo concerto; quindi passando ai dolci, una torta sbrisolona con le mandorle tritate e forse del burro, dal sapore non si riusciva a distinguere quale grasso fosse stato utilizzato per impastare il tutto, molto friabile ma non croccante.

Oltre alla torta c’era del gelato al fiordilatte fresco, molto buono. Peccato per il servizio nelle coppette di cartone per alimenti con cucchiaino di plastica stile gelateria.

IMG_3402Caffè discreto e grappa Sarpa di Poli, sempre un buon compromesso. Prezzo medio 25 euro cad. per un posto che utilizza prevalentemente prodotti a km zero (ottima cosa) trascurando un po’ la qualità del servizio ai tavoli.

Via battibue 278 Fiorenzuola d’Arda Piacenza – Telefono: 0523-942314

http://www.battibue.it/default.asp

Osteria “Madonnetta” – Marostica (VI)

Ascolto consigliato: Slim & Slam – Tutti Frutti

In questo bellissimo giro al nord, insieme ai cari amici Gazebo Penguins, siamo stati a suonare in quel di Pordenone, sulla via del ritorno ci siamo fermati a Marostica, nota in tutto il mondo per la scacchiera della piazza principale (nella quale ogni due anni si tiene un torneo di “Scacchi Viventi”) e per la Ciliega di Marostica IGP.

IMG_3310In questa affascinante cittadina troviamo l’Osteria “Madonnetta” ristorante molto antico, aperto infatti nel 1904, quindi attivo da 110 anni. L’atmosfera è calda ed accogliente, si percepisce la vita che spesa dai clienti al suo interno, molto affascinante. A pochi passi dalla piazza principale e per i più nerd, è dotata di free WiFi.

Servizio cordiale e disponibile, preparato anche in Inglese, per i vari turisti di passaggio nella zona.

IMG_3309Riguardo ai vini, abbiamo scelto un Cabernet in purezza dell’anno 2010 dell’az. agr. Vigneto due santi di Zonta, di Bassano del Grappa, un vino di colore rosso rubino, tendente al granato, dai profumi intensi e piacevoli, con un corpo strutturato ma elegante, grazie anche al periodo di maturazione in legno, indubbiamente un vino armonico e maturo, che si sposa bene con i piatti a base di formaggi che abbiamo preso.

IMG_3314Riguardo al cibo, ho scelto una insalata mista come antipasto, un pasticcio con formaggio asiago e radicchio rosso, un tris di contorni di verdure molto interessante ed una torta scrumble di mele e mandorle.

L’insalata era bellissima, colorata, profumata, croccante, freschissima, composta da Carote e cappuccio tagliati a julienne, pomodori datterini ed una misticanza.

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Il pasticcio di Asiago e radicchio rosso nostrano era talmente invitante che non ho resistito e l’ho aperto prima della foto, per mostrarvi il contenuto.

Asiago fuso, un bel radicchio amaro ed una besciamella delicatissima. Non proprio un piatto dietetico ma buonissimo e che ha regalato grandi soddisfazioni, grazie anche all’asiago in superficie che era diventato bello dorato e croccante.

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Come secondo ho scelto questo piatto “il Verdurone”, ovvero 3 contorni a scelta, io ho optato per le “Teghe scure in tecia”, il “Capusso in tega” e le patate al forno.

Le teche sono dei fagiolini molto sottili e lunghi, che anche cotti rimangono croccanti, fatti con un sughero di verdure, davvero ottimi. Il Cappuccio era stufato con bacche di ginepro ed insaporito con rosmarino, molto buono. Le patate erano croccanti e ben cotte, molto condite.

IMG_3313Poi arriva il dolce, una Scrumble di mele e mandorle tostate, eccezionale, calda, quasi cremosa. con le mele dolci all’interno e le mandorle tostate a dare una bellissima nota, dolce che si abbina perfettamente al vino passito Torcolato, fatto con uva Vespaiola per l’85%, prodotto DOC di Vicenza, dorato e consistente, con profumi delicati e morbidi, cremoso in bocca, intenso e abbastanza persistente. Un ottima alternativa al sempre Veneto Recioto della Valpolicella.

IMG_3312Arriviamo al caffè, servito bollente e cremoso, un buon caffè che termina un ottimo pasto. Per non farci mancare nulla abbiamo assaggiato anche una grappa di Prosecco barricata, una grappa dai profumi freschi e leggeri ma con un corpo presente, grazie alla barrique. Nell’insieme il ristorante è veramente ottimo, non posso che consigliarlo, prezzo OTTIMO (35 euro cad.).

Indirizzo: Via Vajenti, 21, 36063 Marostica Vicenza – Telefono:0424 75859

http://www.osteriamadonnetta.it/#!osteria-madonnetta/cefe

Marco Chiussi

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Ristorante “Piatto Unico” – Reggio Emilia

Ascolto Consigliato: Charles Bradley – Love Bug Blues

Quando penso a come vorrei un mio ristorante mi viene sempre in mente il Piatto Unico di Albo, è un posto di quelli che trovi dietro l’angolo a Berlino, a Barcellona, a NY, e perché no, anche a Tokyo ne ho visti, sono quei posti un cui entri e ti senti subito a tuo agio, come se l’atmosfera ti assorbisse, grazie al design, all’arte, alla moda, alla musica ed ovviamente, alla cucina.

IMG_3263E’ un locale piccolo, intimo, pieno di belle idee e dettagli interessanti, un posto creativo, in cui si uniscono quotidianamente cucina e musica, due delle passioni del titolare.

Situato in centro a Reggio Emilia, ha circa 30 coperti all’interno ed altrettanti all’esterno (solo in estate con la distesa), un menù con pochi piatti ma tutti estremamente interessanti e particolari, preparati al momento in una splendida cucina a vista.

IMG_3258Oggi ho scelto gli Scialatielli alla carbonara, zucca, mandorle e pecorino, un piatto colorato e profumato, in cui  troviamo il dolce della zucca (a dadini ed in crema) il salato del pecorino e  l’amaro delle mandorle tostate.

La pasta è cotta perfetta al dente ed il tuorlo d’uovo usato insieme alla crema di zucca è delicatissimo. Un piatto veramente ben riuscito.

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Come secondo ho optato per dei Verzini ripieni di cous cous, salsiccia, funghi e piselli. Ottimi involtini di verza ripieni, contenenti cous cous, salsiccia ed una crema ai funghi, ottima la consistenza ed il contrasto dei  sapori del ripieno con la verza scottata su fiamma. Il tutto servito su un letto di crema di piselli, che leggermente dolce e ruvida si abbinava perfettamente.

Ottimo il giudizio complessivo, un ristorante di fascia media in cui si mangia divinamente e si spende il giusto per la qualità e l’originalità dei piatti.Buona la cantina che offre anche alcuni vini autoctoni poco conosciuti come il Petit-Arvin della Val d’Aosta. Assolutamente consigliato.

Via Campo Marzio 17/b Reggio Emilia — Tel 0522454210

http://www.piattounico.com

Marco Chiussi

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Ristorante “Prospero” – Reggio Emilia

Ascolto consigliato: Duke Ellington & his orchestra – Joog Joog

Per raggiungere questo bellissimo ristorante, che è in pieno centro, si deve attraversare piazza S.Prospero, chiamata anche piazza dei leoni, per via di alcuni leoni in marmo presenti di fronte alla chiesa che occupa un lato della piazza.

IMG_3262 Il ristorante ha un ingresso piccolo, sotto uno dei portici, molto buio, in cui troviamo il bar, che propone alcolici e liquori di ottima qualità, poco dietro troviamo le sale, di diverse dimensioni e ben divise, arredate molto bene, in modo elegante ma moderno.

La sala è gestita da due donne estremamente competenti ed affabili, molto attente ai gusti dei clienti ed ai loro bisogni (un mio vicino di tavolo si è sporcato e sono tempestivamente arrivate con il necessario per pulire).

IMG_3241La mia scelta dal menu di oggi ricade su dei semplicissimi gnocchi al sugo di pomodoro, la peculiarità di questo piatto sono proprio gli Gnocchi, che non sono di patate come il solito, ma sono fatti solamente di acqua e farina, quindi incredibilmente morbidi ma con una consistenza perfetta ed una rugosità sottile per catturare al meglio il sugo, che è semplice ma ben fatto.

IMG_3243Non contento ho preso anche una cheesecake al lampone, come potete vedere era a forma di coppa, ben cotta, ottima densità il corpo con il fondo friabile il giusto e leggermente fresca.

La composta di lampone era quasi cremosa, non troppo dolce e leggermente acidula, a mio avviso perfetta. La Mora a guarnire è stata apprezzata.

Per tutto ciò il prezzo era veramente abbordabile, considerando che sono piatti di alta qualità seppur semplici. Il caffè è molto buono.

Consiglio caldamente questo posto, degno di nota sia per il cibo che per la posizione in cui è collocato.

Piazza S. Prospero, 4, 42121 Reggio Emilia Telefono:0522 541543
Marco Chiussi

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Osteria “La Dispensa” – Sabbioneta (MN)

Sabbioneta sulla Piazza d’Armi, dove sorgeva il Castello, incorniciata dalla Galleria degli Antichi, in un posto magico, circondato di storia, si trova il ristorante “La Dispensa”, con circa 25 coperti interni e 20 esterni (davanti al locale).

Una piccola curiosità riguardo questa affascinante cittadina, Sabbioneta ha ricevuto nel 2008, il riconoscimento di patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO.

Il locale arredato in modo semplice e pulito, con colori tenui e luci soffuse più una scelta elegante per quanto riguarda piatti, posate e bicchieri.

La sala è servita da alcune ragazze giovani e dalla titolare Sonia, che si occupa anche della cantina del ristorante. Tutti estremamente gentili e disponibili nei confronti dei clienti, anche quelli con animali.

Il Menu è semplice, due pagine che espongono le opzioni, alcune tradizionali, come i tortelli di zucca burro e salvia (rigorosamente fatti a mano) o il risotto alla Mantovana (detto “alla Pilota”, deve il suo nome agli operai che erano addetti alla pilatura del riso, chiamati appunto”piloti”) ed alcuni piatti più moderni come i Cannelloni di melanzane su letto di pomodoro leggero e mozzarella.

Riguardo i secondi troviamo anche qui una scelta locale come lo stracotto di somarina con polenta, ma anche ottimi filetti di manzo e fiorentine, da abbinare ai vari contorni, patate arrosto, verdure al forno ed alcune insalate, tra cui quella estiva (Gentile, datterino e Pescanoce gialla).

La carta dei vini denota la presenza di vini locali, sia riguardo i frizzanti (Lambruschi) che i vini fermi (Merlot), interessante anche la selezione dei vini nazionali, in cui oltre ai classici intramontabili troviamo anche una Malvasia Nera Pugliese.

Io ho optato per un prodotto particolare, un blend di più uvaggi quali Merlot, Cabernet e Syrah, non tanto per un corretto abbinamento con i miei piatti ma più per la curiosità di assaggiare un vino di quel tipo prodotto in una zona come la collina Parmigiana.

Il Vino si chiama Sabbioni, è prodotto ed imbottigliato da Az. Agr. “Il Gruppetto” in Fornovo Taro (PR), un paese dell’Appennino Parmigiano, che si trova sull’autostrada A15 (Parma – La Spezia), in cui c’è un ottimo ristorante messicano (presto lo recensirò).

Un vino maturo, con profumi intensi ma freschi e leggermente pungenti, corposo ma senza residui visivi e con un sapore pieno ed abbastanza persistente, sulla lingua si sentono bene i tannini, peccato per la nota acida che rimane sul finale, rende difficile l’abbinamento con il cibo, ma apprezzo il gesto della ricerca di prodotti così particolari nella nostra bella Italia.

Venendo al cibo invece, io ho optato per un tortino di patate, pesto al basilico e scamorza affumicata come antipasto ed i cannelloni di melanzane su letto di pomodoro leggero e mozzarella.

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Il tortino di patate con pesto al basilico e scamorza affumicata è un antipasto ben porzionato, sazia temporaneamente ma lascia spazio per i piatti successivi.

Ben cotto e bello croccante, con queste belle dorature (maledette reazioni di Maillard) è appena uscito dal forno, si percepiva dal calore residuo che è stato cotto sul momento, non semplicemente riscaldato.

Pasta di buona consistenza, cotta alla perfezione anche sotto, croccante ma non troppo friabile, il ripieno invece, tocchetti di patate con pesto al basilico (in cui è presente un poco di aglio), coperte da scamorza affumicata. L’ho trovato buono, semplice ma ben fatto.

IMG_3218Riguardo i Cannelloni di melanzane su letto di pomodoro leggero e mozzarella invece, si presentano molto bene.

La pasta è molto sottile, ben cotta ma non troppo croccante, il ripieno è molto buono, trito di melanzane stufate con una punta di menta, che dà un tocco di freschezza a tutto il piatto, su un letto di pomodoro leggero, dal sapore molto delicato ma ricercato, grazie all’aggiunta di erbe aromatiche.

La mozzarella messa sopra non è distribuita uniformemente quindi crea variazioni di sapore notevoli tra i vari cannelloni, che però permette di apprezzare altri dettagli quali le spezie nel pomodoro e la menta nel ripieno.

Ho avuto modo di assaggiare anche qualche altro piatto e li ho trovati tutti ben fatti e con buoni ingredienti di base, servono anche vino al calice ed il caffè (Segafredo, almeno così dichiarano le tazzine), non è male.

Un voto positivo a questo ristorante, il prezzo del ristorante è medio (25-45 euro cad.) sono bravi e spero continuino ad impegnarsi in questa direzione, investendo sempre nella cultura locale Italiana.

Osteria “La Dispensa” Via Galleria 3, 46018 Sabbioneta, Italia Tel: 0375-221107

http://osteriadispensa.altervista.org/index.html

Marco Chiussi

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